La guerra commerciale USA-Cina ha accelerato l'interesse per il Vietnam come alternativa produttiva. Le notizie parlano di un «esodo» di fabbriche dalla Cina al Vietnam, ma la realtà è più sfumata. In MingTa Group, presenti in Asia dal 2012, offriamo una prospettiva obiettiva.
I vantaggi reali del Vietnam
Il costo del lavoro in Vietnam è inferiore del 40-50% rispetto alle zone costiere della Cina (salario medio di fabbrica: 250-350 USD/mese contro 500-800 USD a Shenzhen). Il Vietnam ha firmato un accordo di libero scambio con l'UE (EVFTA, firmato nel giugno 2019 e in attesa di ratifica) e fa parte del CPTPP, il che apre la strada a dazi ridotti o azzerati su molti prodotti. Inoltre la popolazione è giovane, con il 60% sotto i 35 anni.
Limiti importanti
Tuttavia il Vietnam ha limiti significativi che molti analisti trascurano. La catena di fornitura è molto meno profonda di quella cinese: molti componenti vanno importati dalla Cina, il che annulla parte del risparmio. La capacità produttiva è limitata nei settori complessi. L'infrastruttura di trasporto sta migliorando ma resta lontana dal livello cinese. E trovare fornitori affidabili richiede una conoscenza locale che non tutti gli importatori hanno.
Settori in cui il Vietnam eccelle
Il Vietnam è competitivo in: tessile e confezione, calzature, mobili in legno, prodotti agricoli (caffè, riso, prodotti ittici) e assemblaggio elettronico di base. Samsung produce in Vietnam una quota molto rilevante dei suoi smartphone. Per prodotti complessi, alta tecnologia o che richiedono una catena di fornitura integrata, la Cina resta superiore.
Il nostro consiglio
Non pensare al Vietnam come a un sostituto della Cina, ma come a un complemento. Per certi prodotti e mercati (soprattutto gli USA) può avere senso diversificare parte della produzione. Ma l'idea di «trasferirsi» completamente in Vietnam è, per la maggior parte degli importatori, poco realistica nel breve periodo. Stiamo sviluppando una rete di contatti in Vietnam per quei clienti in cui abbia senso strategico.
